Una società che sviluppa intelligenza artificiale mette da parte il 5% delle proprie azioni per un fondo che, tra i suoi usi, prevede anche programmi sull'impatto dell'AI sui lavoratori. Intanto, la stessa azienda si prepara a entrare in Borsa. Sono due fatti, e il senso della notizia potrebbe cambiare a seconda di quale dei due si guarda per primo.
Il nuovo Public Benefit Fund, soggetto all'approvazione degli azionisti, potrà contare su una quota che può salire: il consiglio di amministrazione potrà aggiungere 2 punti percentuali per ogni incremento del 50% nella valutazione dell'azienda rispetto a una base ancora da rendere nota.
Il fondo è strutturato come una società a responsabilità limitata interamente controllata da Anthropic, e non come una fondazione nonprofit tradizionale. La scelta consente una maggiore flessibilità nelle forme di erogazione, mentre le risorse non potranno essere usate per attività di lobbying o contributi politici, né negli Stati Uniti né all'estero.
Gli usi previsti comprendono donazioni a organizzazioni nonprofit, distribuzioni dirette a specifiche popolazioni e programmi che affrontano l'impatto dell'AI sui lavoratori. Ulteriori dettagli sulla struttura e sulla governance verranno condivisi nei prossimi mesi.
Il tempismo dell'annuncio è difficile da ignorare. Secondo quanto riportato da CNBC, l'azienda ha comunicato ai propri investitori un fatturato del terzo trimestre di 16,8 miliardi di dollari, in vista di una quotazione in borsa prevista per novembre. Lise Buyer, partner di Class V Group, società di consulenza per IPO, ha dichiarato a CNBC che la mossa è al tempo stesso obbligatoria in preparazione alla quotazione e "vantaggiosa dal punto di vista dell'immagine", soprattutto mentre l'AI ridisegna il mercato del lavoro. Buyer ha aggiunto: "È anche per lucidare la propria reputazione in un momento in cui l'AI è sotto esame significativo."
Le due spiegazioni, quella di Anthropic e quella di Buyer, possono convivere: un fondo può nascere anche in vista della quotazione e contenere comunque un'idea che vale la pena guardare.
Prendiamo come ipotesi che l'AI possa far perdere occupazione e reddito a una parte di chi oggi lavora. In quel caso resterebbe da stabilire chi si fa carico del vuoto che si apre. Il caso di Anthropic indica una strada: a contribuire sarebbe anche l'azienda da cui quella tecnologia nasce, che accantona una parte del proprio capitale. È una strada che altre imprese potrebbero valutare nei loro settori. Molto dipenderà dalle regole con cui si scelgono i destinatari, che per ora non conosciamo.